7) De Bonald. Sul diritto naturale.
Louis-Gabriel-Ambroise de Bonald contrappone al diritto naturale,
che pretende di avere valore universale in quanto fondato sulla
ragione, il diritto fondato sul potere di Dio.
L.-G.-A. de Bonald, Legislazione primitiva, considerata nei tempi
recenti con i soli lumi della ragione.

 Il codice civile [...] comincia con questa massima:
Art. 1. Esiste un diritto universale immutabile, fonte di tutte
le leggi positive. E' la stessa ragione naturale in quanto governa
tutti gli uomini .
Ma in questa proposizione astratta ed indeterminata esiste un
diritto, ossia una regola, data come fondamento di tutta la
legislazione ad un popolo al quale si insegna da cinquant'anni che
non esiste nessun regolatore, non pu avere per lui nessun senso,
oppure soltanto uno incompleto. Allorch si comincia col dire agli
uomini che esiste una regola, fonte di tutte quelle imposte alle
loro passioni, essi, se sono illuminati, debbono chiedere dove
essa sia, donde venga, e che la si mostri loro, affinch possano
mettere a confronto le regole imposte dal legislatore umano e la
regola imposta al legislatore stesso, giudicare se sono conformi,
e se vi  per lui una ragione sufficiente di comandare e per essi
di ubbidire. Dopo una rivoluzione che ha coinvolto legislatori e
leggi, nella quale sono apparse e scomparse tante leggi positive e
perci stesso difficilmente attribuibili al diritto immutabile
universale, non  legittimo concludere alla contraddittoriet,
mutabilit, particolarit del diritto, e dunque alla sua
negazione? Ma se questo diritto immutabile  la ragione naturale,
e questa non  naturale se non quanto o in quanto governa tutti
gli uomini (e l'espressione  equivoca, perch l'idea  oscura),
gli uomini stessi che per ragione naturale intendono soltanto la
propria, non sono in diritto di concludere, entro questa
direzione, che non esiste affatto ragione naturale [...], dal
momento che si constata come essa non governa tutti gli uomini, e
che quindi non esiste affatto il diritto immutabile universale?
[...].
Ma [...] prego il lettore di riflettere su questo assioma [...],
che pu considerarsi il fondamento dell'Ordine sociale: La
sovranit  in Dio... Il potere  di Dio. Egli trover ad un
tempo in questa proposizione, il principio della sovranit, la
fonte del potere, l'origine delle leggi. Essa offre all'uomo la
pi alta idea della propria dignit, poich gli ricorda che per
natura  indipendente dall'uomo, e suddito soltanto di Dio; essa
offre al potere una concezione severa dei propri doveri,
insegnandogli che deriva la propria autorit da Dio stesso, cui
deve render conto dell'uso che ne fa; gli dice che l'omettere la
giustificazione della propria potenza [...] comporta che egli
cessi di essere il ministro della bont di Dio sugli uomini, e
diventi soltanto lo strumento della sua giustizia.
Grande Antologia filosofica, Marzorati, Milano, 1971, volume
diciannovesimo, pagine 245-246.
